“Entroterra Trek” è un viaggio a piedi in tre tappe dalle foreste dell’Umbria settentrionale alla vetta maggiore di questa parte di Appennino: il Monte Catria.
Un percorso in una zona selvaggia, abitata da sempre ma in modo sparso.
Territori dove l’abbandono antropico degli ultimi 40 anni lascia spazio al ritorno forte del bosco e
del selvatico: osservatori formidabili del processo di “successione secondaria” che , ad esempio, sta vedendo in forte espansione le Foreste Demaniali di Pietralunga da cui partiremo.
Un percorso vario, sotto diversi aspetti. Innanzittutto perché attraverseremo valli e fossi, poi supereremo la profilata barriera delle Serre di Burano e infine la
montagna vera e propria.
Vario nella vegetazione, dai boschi di querce, ornielli e carpini, alle conifere rimboschite alle faggete della montagna, ai vari prati e pascoli che rimangono.
Vario nella geologia, con i paesaggi brulli del marnoso arenaceo e poi le rocce calcaree della dorsale appenninica.
Lungo sterrate, carrarecce e sentieri sarà molto più probabile incontrare la fauna
selvatica che altri essere umani. Di sicuro incontreremo le tante storie di queste
terre e di queste antiche vie.
Cammineremo in un territorio dove l’occhio non incontra superficie piana se non in qualche lingua di
terra negli stretti fondovalle e a cui calza a pennello la definizione di margine: geografico, storico, geologico, economico.

I tappa: Pietralunga- Il Barco (Serra di Burano. notte in tenda)
II tappa: Serra di Burano-Chiaserna
III tappa: Chiaserna-Monte Catria

Tutte le info complete e dettagliate QUI:

ENTROTERRA TREK da Pietralunga al Monte Catria

🗺 Dove: Pietralunga (Pg)
📈 Lunghezza: 43 km
⏳ Durata: 3 giorni/2 notti
⛰ Dislivello:+ 2330 -1940
🥾 Difficoltà: E(Escursionista)
📌COSTO: prezzo base 250 E a persona ( costo include/costo non include visita la pagina della Raffaello travel Group)

📌Direzione Tecnica: Urbino Incoming
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❎Cosa portare per il trekking: Scarponi da Trekking ( preferibili alti ) – maglia traspirante – zaino da escursione giornaliera con: borraccia almeno 1 litro, un piccolo asciugamano, gel e mascherina, un termico ( pile), un antivento, un antipioggia ( questi ultimi due possono anche essere un unico indumento ) una maglia di ricambio, cappello ed occhiali da sole, eventuale crema solare , snack
frutta secca, torcia frontale
❎COSA PORTARE PER IL DOPO ESCURSIONE
Un borsone (non valigie rigide o trolley) scarpe da “riposo”, maglie traspiranti necessarie per l’intero trekking ( forse ci sarà il tempo per lavarle ma non sempre ) ,pantaloni di ricambio , intimo per i giorni necessari, indumenti personali per la notte, sacco a pelo ed eventualmente stuoino e cuscino gonfiabile per la notte in tenda, batterie di ricambio per la torcia, caricabatterie per cellulare ed eventualmente per la macchina fotografica, necessario per lavarsi e salviettine umidificate per la notte in tenda e/o per altre necessità, un costume ed un asciugamano ( da evitare i teli mare di spugna troppo ingombranti ) ciabatte.

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Guida Ambientale Escursionistica associata AIGAE:
Fabio Santori, associato AIGAE con numero di registro UM165.
Vasco Feligini (MR 147)
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Prenotazione:
RAFFAELLO TRAVEL GROUP
📞 39 0722 327831

Info tecniche e sul percorso
333 9309557 (Fabio)
3392077118 Vasco
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⚠ L’itinerario e la durata dell’escursione possono variare a insindacabile giudizio della Guida per motivi meteo o di sicurezza
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Un trekking di 4 giorni che concatena le tre montagne di questa parte di Appennino, storicamente facente parte del Ducato di Urbino. Un sali scendi abbastanza impegnativo sul Monte Nerone, Monte Petrano e sul Monte Catria, vetta principale di questo tratto di dorsale. Partenza da Piobbico, paese subito a nord del Monte Nerone. La risalita della Gola dell’Infernaccio ci condurrà nel luogo più iconico della montagna, la Balza Forata. Dopo la prima notte nel nuovo Rifugio Chalet Corsini, la seconda tappa ci svelerà il percorso dell’intero trek una volta saliti su La Montagnola. Da lì per alcuni km, le tre montagne del trekking ci appariranno perfettamente allineate, un unico grande massiccio diviso oggi dalle profonde gole del Bosso e del Burano. Discenderemo lungamente per il versante sud, in uno dei lati meno conosciuti del Nerone. Le viste su Pian dell’Acqua, sulla Valle del Bosso e su la parete affiorante di Poggio Le Guaiane rientreranno sicuramente tra le emozioni che ci porteremo a casa. Superata la valle fluviale saliremo sulle primi pendici del Monte Petrano fino a Le Smirre, dove ci attenderà per una notte all’aria aperta l’Accampamento Glocalguides già allestito. La terza tappa ci farà superare il Petrano camminando tra i bei panorami delle gole del Bosso e del Burano. Una lunga discesa, al cospetto delle pareti erose de La Roccaccia, ci porterà ai piedi dell’ultimo massiccio. Il passaggio per il paese di Cantiano, davanti al grande anfiteatro naturale del Tenetra, ci permetterà di ristorarci e visitare il paese, il centro più importante della vallata. Con l’arrivo alla destinazione di tappa ci apparirà evidente la sfida che ci attende per l’ultimo giorno, in cui superando 1300 m di dislivello positivo, arriveremo ai 1702 della vetta del Catria. I panorami che si aprono da lì e il pranzo a Cantiano, che ci attende dopo essere ridiscesi a piedi fino alla Madonna degli Scout e poi rientrati in pulmino, saranno la giusta ricompensa alle nostre fatiche. Un trekking che, attraverso le diverse modalità di pernotto (rifugio, agriturismo, tende in accampamento) permette di sentire e vivere in diversi modi la relazione stretta che si instaura con la montagna e l’ambiente naturale. I nostri passi saranno sempre accompagnati da una Guida Ambientale Escursionistica del territorio, che ci consentirà di andare oltre le semplici apparenze e di vivere un’esperienza profonda tra montagne, boschi e valli chi non finiranno di sorprenderci.

🗺 Dove: Monte Nerone, Monte Petrano, Monte Catria(Appennino Umbro Marchigiano, PU))
⏳ Durata: dal giovedi 2 giugno alla domenica pomeriggio 5 giugno
❎Direzione Tecnica: Urbino Incoming
✅ Trekking di 4 giorni/3 notti con alloggio in modalità differente
📌Programma:
Giovedi 2 giugno: Piobbico (PU)- Rifugio Chalet Principe Corsini ( Monte Nerone, notte in rifugio)
Venerdì 3 G: Rifugio Corsini-Le Smirre (notte in Accampamento Glocal)
Sabato 4 G: Le Smirre (Mte Petrano)- Chiaserna (notte al birrificio del Catria)
Domenica 5 G: Birrificio- La Croce del Catria (vetta 1701m)
📌COSTO: a partire da 325 e/persona
La quota include: 3 pernottamenti, 3 cene, 3 colazioni, 2 pranzi al sacco, 1 pranzo fine trek (una bevanda compresa ¼ di vino o birra o bibita ed acqua ); una guida presente h24; un assistente per l’accampamento; assistenza completa per accampamento e trasporto bagagli; transfer per il ritorno alle auto al punto di partenza (1 mezzo ogni 8 pax); il noleggio delle tende per l’accampamento, assicurazione medico-bagaglio

✅🍴Sistemazione:
1 notte al Rifugio Chalet Principe Corsini
1 notte birrificio del Catria
1 notte in tenda in Accampamento Glocal
📈 Lunghezza: 46 km
⛰ Dislivello:+ 4050m -2700 m

🥾 i dati delle Tappe:

Tappa 1
📈 Lunghezza: 6 km
⛰ Dislivello:+ 1200 m

Tappa 2
📈 Lunghezza: 17 km
⛰ Dislivello:+650 – 1300 m

Tappa3
📈 Lunghezza: 12 km
⛰ Dislivello:+ 900 m -700 m

Tappa 4
📈 Lunghezza: 12 km
⛰ Dislivello:+1250 -300 m

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🤠 Posti limitati: max 10 persone
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Cosa portare:
Per l’attività escursionistica: Scarponi da Trekking (preferibili alti ). Maglia traspirante, zaino da escursione giornaliera con: borraccia almeno 1 litro, un piccolo asciugamano, gel e mascherina, un termico ( pile ), un antivento, un antipioggia ( questi ultimi due possono anche essere un unico indumento ) una maglia di ricambio per le persone che sudano molto, cappello ed occhiali da sole, eventuale crema solare protettiva, snack rompidigiuno o frutta secca eventuali integratori se ne fate uso, torcia frontale.

Per le soste: In un borsone (non valigie rigide no trolley) scarpe da “riposo”, maglie traspiranti necessarie per l’intero trekking (forse ci sarà il tempo per lavarle ma non sempre), pantaloni di ricambio , intimo per i giorni necessari, indumenti personali per la notte, sacco a pelo ed eventualmente stuoino e cuscino gonfiabile per la notte in tenda, batterie di ricambio per la torcia, caricabatterie per cellulare ed eventualmente per la macchina fotografica, necessario per lavarsi e salviettine umidificate per la notte in tenda e/o per altre necessità, un costume ed un asciugamano ( da evitare i teli mare di spugna troppo ingombranti ) ciabatte.
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Accompagnatore: Guida Ambientale Escursionistica Fabio Santori, associato AIGAE con numero di registro UM165, operante ai sensi della L4/201., libero professionista con P.IVA
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⚠️ Prenotazione solo attraverso Urbino Incoming di Urbino
📞 +39 0722 327831
http://www.urbinoincoming.it/

TREKKING NELLE MARCHE “Le Tre Cime del Duca”

👉Prenotazioni aperte fino a martedi 15 maggio
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⚠ L’itinerario e la durata delle escursioni possono variare a insindacabile giudizio della Guida per motivi meteo o di sicurezza
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Nel mezzo della primavera andremo in escursione nell’Appennino Gualdese.
Un anello che ci porterà su tutta una serie di vette che fanno da corona a Gualdo Tadino, seguendo le storie che tra barbari, romani, eremiti, santi e partigiani hanno intriso questo territorio,
Proprio dall’eremo di Serrasanta inizieremo con una partenza in discesa. Tutta questa zona è uno straordinario balcone affacciato su Gualdo.
Attraversata, in un ambiente suggestivo, la Valle del Fonno, cominceremo a salire decisamente. Guadagnata quota, andremo a toccare diverse cime in successione: Monte Fringuello, Penna, Nero, Purello e Serrasanta. Ogni vetta ci racconterà la Storia, mettendo cosi una tessera in quello straordinario mosaico di storia e natura chiamato Appennino.
Il Ritorno verso l’Eremo ci regalerà una
vista da non dimenticare

🗺 Dove: Gualdo tadino (PG), Umbria
📈 Lunghezza: 12,6 km
⏳ Durata: 6 ore soste incluse
⛰ Dislivello:+ 784 -730 m
🥾 Difficoltà: E(Escursionista)
📌COSTO: 15 euro. Il costo include i servizi di Guida Ambientale Escursionistica, con assicurazione professionale RCT
🍴 Pranzo al sacco
🤠 Posti limitati
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❎Abbigliamento raccomandato: scarpe da trekking con suola ben scolpita. abbigliamento a strati, pantaloni lunghi, maglietta traspirante, cappello , occhiali da sole, Kway e/o giacca antivento, pile o soft shell,
❎Portare con se: 1,5 litro d’acqua, snacks e frutta secca, pranzo al sacco
❎Consigliati: bastoncini da trekking, indumenti ricambi, macchina fotografica,
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Guida Ambientale Escursionistica associata AIGAE:
Fabio Santori UM 165
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Prenotazione solo tramite Whatsapp al:
333 9309557 Fabio
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⏰ RITROVO PARTECIPANTI: – ore 9.45 il punto preciso verrà fornito al momento dell’iscrizione
( NEL RISPETTO DI TUTTI E’ RACCOMANDATA e SARA’ RISPETTATA LA MASSIMA PUNTUALITA’.)
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⚠ L’itinerario e la durata dell’escursione possono variare a insindacabile giudizio della Guida per motivi meteo o di sicurezza
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✅Al momento della prenotazione verrà fornito:
✔ regolamento dell’escursione,
✔ protocollo anti COVID 19,
✔ come raggiungere il luogo di partenza,
✅L’iscrizione e la partecipazione all’escursione comportano l’accettazione del Regolamento generale e delle norme anti Covid19

https://www.facebook.com/events/697897198325045/

Anello impegnativo ma ad alto contenuto emozionale nel versante sud del Monte Nerone. Un percorso di 12 km che ci porterà a salire per guadagnare la parte alta della montagna, tra i bei panorami di questa zona . La discesa dalle creste del Cambusone e il passaggio per la spettacolare cascata de La Cornacchia regaleranno suggestione e adrenalina, su sentieri non certo adatti a chi soffre di vertigini.
Con la Primavera che si diffonde e l’acqua che scorre, una giornata che si preannuncia davvero bella
Da Serravalle di Carda saliremo verso Monte Nerone, fino a raggiungere i quasi 1350 m di Buca Grande, un cammino carsico che entra per alcune decine di m nella montagna. Dopo alcuni traversi tra le praterie che cominciano ad essere tappezzate di fiori e un bel rifornimento d’acqua alle inesauribili Fontanelle, punteremo la parete rocciosa per poi percorrerla in cresta (Cambusone). Alcuni passaggi esposti e tecnici ci porteranno allo spettacolo salto de La Cornacchia, 45 m di cascata su estetici affioramenti di roccia che caratterizzano un paesaggio unico

🗺 Dove: Serravalle di Carda, Monte Nerone (Pu) Marche
📈 Lunghezza: 12,7 km
⏳ Durata: 5 ore soste incluse
⛰ Dislivello:+ 660 -648 m
🥾 Difficoltà: EE(Escursionista)
📌COSTO: 15 euro. Il costo include i servizi di Guida Ambientale Escursionistica, con assicurazione professionale RCT
🍴 Pranzo al sacco
🤠 Posti limitati
_______________________________________
❎Abbigliamento raccomandato: scarpe da trekking con suola ben scolpita. abbigliamento a strati, pantaloni lunghi, maglietta traspirante, cappello , occhiali da sole, Kway e/o giacca antivento, pile o softshell, guanti invernali
❎Portare con se: 1,5 litro d’acqua, snacks e frutta secca, pranzo al sacco
❎Consigliati: bastoncini da trekking, indumenti ricambi, macchina fotografica,
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Guida Ambientale Escursionistica associata AIGAE:
Fabio Santori (Um 165)
Vasco Feligini (MR 147)
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Prenotazione solo tramite Whatsapp al:
3339309557 Fabio
3392077118 Vasco
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⏰ RITROVO PARTECIPANTI: – ore 9.30 il punto preciso verrà fornito al momento dell’iscrizione
( NEL RISPETTO DI TUTTI E’ RACCOMANDATA e SARA’ RISPETTATA LA MASSIMA PUNTUALITA’.)
________________________________________
⚠ L’itinerario e la durata dell’escursione possono variare a insindacabile giudizio della Guida per motivi meteo o di sicurezza
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✅Al momento della prenotazione verrà fornito:
✔ regolamento dell’escursione,

✅L’iscrizione e la partecipazione all’escursione comportano l’accettazione del Regolamento generale e delle norme anti Covid19

https://www.facebook.com/events/346846847462876/

Fuori dalla dorsale appenninica umbro marchigiana settentrionale, lateralmente adagiato verso l’Adriatico, il Monte Strega a volte sembra apparire come un lungo drago che dorme con la sua cresta bellainmostra
La Battaglia delle Nazioni, combattuta a Sentinum tra Romani e popoli italici, ne segnò le vicende, come le popolazioni galliche che l’abitarono. Luogo di misticismo e di leggende, lo Strega ci regala anche la piacevole sensazione di una camminata in cresta tra panorami appenninici e sull’Adriatico
Partenza e ritorno dal piccolo borgo di Montelago, da cui inizieremo a percorrere i sentieri sullo stretto confine tra storia e leggenda

🗺 Dove: Montelago, Sassoferrato (An) Marche
📈 Lunghezza: 10 km
⏳ Durata: 5 ore soste incluse
⛰ Dislivello:+ 536 -548 m
🥾 Difficoltà: E(Escursionista)
📌COSTO: 15 euro. Il costo include i servizi di Guida Ambientale Escursionistica, con assicurazione professionale RCT
🍴 Pranzo al sacco
🤠 Posti limitati
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❎Abbigliamento raccomandato: scarpe da trekking con suola ben scolpita. abbigliamento a strati, pantaloni lunghi, maglietta traspirante, cappello , occhiali da sole, Kway e/o giacca antivento, pile o softshell, guanti invernali
❎Portare con se: 1,5 litro d’acqua, snacks e frutta secca, pranzo al sacco
❎Consigliati: bastoncini da trekking, indumenti ricambi, macchina fotografica,
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Guida Ambientale Escursionistica associata AIGAE:
Fabio Santori (Um 165)
Vasco Feligini (MR 147)
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Prenotazione solo tramite Whatsapp al:
3339309557 Fabio
3392077118 Vasco
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⏰ RITROVO PARTECIPANTI: – ore 9.45 il punto preciso verrà fornito al momento dell’iscrizione
( NEL RISPETTO DI TUTTI E’ RACCOMANDATA e SARA’ RISPETTATA LA MASSIMA PUNTUALITA’.)
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⚠ L’itinerario e la durata dell’escursione possono variare a insindacabile giudizio della Guida per motivi meteo o di sicurezza
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✅Al momento della prenotazione verrà fornito:
✔ regolamento dell’escursione,

✅L’iscrizione e la partecipazione all’escursione comportano l’accettazione del Regolamento generale e delle norme anti Covid19

📷 Foto di copertina: Daniele Gabbarelli

https://www.facebook.com/events/546173703517267/

“La via più chiara verso l’Universo passa da una foresta selvaggia”. Lo sosteneva l’ingegnere, naturalista e scrittore scozzese John Muir e ne sono convinti anche Carola Sorrentino e Fabio Santori. Psicologa psicoterapeuta una e guida ambientale escursionistica l’altro, sono loro ad aver realizzato il progetto ‘Forest Therapy Umbria’ con l’intento di promuovere un’idea di benessere psicofisico legato alla riscoperta della natura e del territorio umbro.

Una pratica, quella della ‘Forest Therapy’, che si ispira alla metodologia dello Shinrin-yoku (letteralmente “immergersi nell’atmosfera del bosco”, poi tradotto semplicisticamente in occidente con l’espressione inglese ‘forest bathing’, bagno di foresta), sviluppata in Giappone negli anni ’80 dall’allora direttore dell’agenzia dell’agricoltura, delle foreste e della pesca Tomohide Akiyama e subito adottata dal sistema sanitario nipponico. Studi scientifici ne hanno infatti dimostrato l’efficacia contro quello che viene definito come ‘tecnostress’ (passiamo il 90% del tempo al chiuso, di solito fissando degli schermi), che provoca ansia, mal di testa, dolori a occhi e collo, irritabilità, frustrazione e insonnia.

Tutto questo perché ci stiamo irrimediabilmente allontanando da ciò che è il nostro habitat (la specie ‘homo’ ha trascorso il 99,5% del proprio tempo evolutivo in ambienti totalmente naturali) e la ‘Forest Therapy’ aiuta così a ridurre la pressione sanguigna, migliorare la salute cardiovalscoalre e metabolica, abbassare la glicemia, potenziare il sistema immunitario (mediante l’incremento delle cellule NK), accrescere la produzione di proteine antitumorali, mentre a livello psicologico migliora l’umore, riduce l’irritabilità, mitiga i sintomi depressivi, infonde energia, aumenta la creatività e riduce lo stress.

L’intento di FTU è così quello di coniugare camminate nei nostri boschi (organizzate scrupolosamente da Fabio Santori) a pratiche meditative e di riconnessione con se stessi, in cui è la natura a fare da agente ‘mediatore’ (sfruttando le competenze di Carola Sorrentino). E’ possibile prenotarsi per domenica 31 nei boschi di Pietralunga.

Monte Nerone

cosa sono

I glocal trek sono escursioni concatenate per scoprire l’essenza del concetto Globale e Locale e cioè la nostra visione dell’escursionismo in montagna.

Non deve essere solo un hike ( escursione di un solo giorno ) ma un esperienza, anche se vissuta quasi stanzialmente sfruttando un solo campo base

A chi è rivolta

a tutti quelli che non vogliono fermarsi alle fugaci emozioni di un giorno, ma vogliono vivere anche le scomodità dell’esperienza in montagna.

Che cosa offriamo e perché proprio noi?

Noi guide glocal siamo viaggiatori, siamo abitanti delle montagne, siamo persone curiose e disponibili, che abbiamo fatto nostro il concetto stesso di visione globale partendo dal locale, certo ora siamo anche guide e coordinatori di gruppi e quindi mettiamo a disposizione degli altri la nostra esperienza sperando che questo sia di aiuto per diventare curiosi

Cosa non siamo

Non siamo travel blogger o influencer o escursionisti alle prime armi, e soprattutto non siamo alla ricerca di like a tutti i costi, non siamo quelli del su le mani, questo non significa che siamo dei musoni, anzi proprio perché ci piace condividere l’esperienza del vivere all’aperto in montagna, non stiamo lì a ragionare più di tanto se il servizio che offriamo sia più o meno alla moda.

dove

il prossimo 11 12 e 13 Settembre inizieremo con questa prima esperienza sul monte nerone, forse la ripeteremo e perchè no, magari anche con un clima più difficile.

C’era una volta lo scarpone ed al massimo le pedule ora invece il mercato ci rende la vita difficile anche in quella che è la scelta principale per camminare in natura in sicurezza
Le scarpe da trail

Iniziamo da quelle che vedo usare più spesso, le scarpe da trail. Innanzitutto cosa è il trail?

Non abbiate paura non farò un trattato sul trail anche perchè non è questo lo scopo di questo articolo, ma vi devo raccontare di cosa si tratta per farvi capire perchè usare questa scarpa o se è preferibile sceglierne un altra.

Il trail running, una disciplina che si dice sia nata nel 1983 dopo una competizione di corsa sulle Rocky Mountains del Colorado.

Quindi la scarpa da trail è adatta a sentieri prati ecc, ma è una scarpa per correre, fatta per persone allenate che corrono in montagna.

Di solito è una scarpa che fascia bene il piede, è una scarpa morbida ed ha un buon grip e sono leggere.Ma la flessibilità della suola non la rende adatta a terreni molto sconnessi, a camminare con zaini pesanti, e non è adatta alle discese in “frenata” hanno grip ma non sostengono la caviglia

In compenso i modelli ben fatti hanno dei brevetti per attutire i colpi sulla parte posteriore del piede nel tallone.

scarpe da avvicinamento e/o vie ferrate

Questa è una tipologia di scarpe cosiddetta da avvicinamento e/o da vie ferrate semplici.

Rimaniamo in scarpe basse, ma rispetto alla precedente sia la tomaia che la suola sono più rigida. Altra caratteristica, i lacci arrivano fino in punta, proprio per permettere di stringere bene il piede ed impedire che si muova, ma soprattutto per avere maggior sensibilità nella presa su rocce.

Alcuni modelli hanno una parte gommata in punta proprio per agevolare la presa nel caso di vie ferrate ( percorsi attrezzati con funi di acciaio dove assicurarsi con corda e moschettone ) oltre a questo serve anche a proteggere la vulcanizzazione della suola.

Anche questa tipologia di scarpa usa dei brevetti antishock per il tallone

lo scarpone

Questo probabilmente è quello che più si avvicina e quello che una volta era lo scarpone da montagna.

Sono cambiati molti negli anni, ed anche in questo campo e cioè lo scarpone alto cosiddetto, ci sono molte tipologie, io per l’uso che ne faccio e per la tipologia di terreno che frequento più spesso, preferisco quello diciamo che viene indicato per trekking impegnativi e lunghi.

Che cosa hanno gli scarponi alti e quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questa tipologia di scarpa?

Innanzitutto sono alti e proteggono la caviglia ( questo comporta di conseguenza un movimento diverso anche del ginocchio però )

L’altezza li rende anche più adatti a guadi o a terreni fangosi. Anche se può sembrare che ci si stanchi di più con questo tipo di scarpa, per percorrenze lunghe e per più giorni è la scarpa più adatta.

Ci sono scarponi alti ma leggeri con la tomaia in tessuto, scarponi alti impermeabili con la membrana in goretex o simili, oppure scarponi in cuoio come quelli della foto, più pesanti ma più resistenti anche per colpi o per temperature più fredde.

In molti modelli tutta la parte anteriore dello scarpone ha una parte in gomma, necessaria sia come protezione sia per avere maggior grip sulle rocce, e per una maggior impermeabilizzazione della scarpa

La suola è rigida tanto quanto la scarpa da avvicinamento, ma rispetto a queste non sempre c’è continuità nel battistrada della suola. Non sempre la suola particolarmente rigida, in questa tipologia di scarponi la scelta è molto ampia, quindi bisogna avere le idee chiare sull’uso che ne farete e farvi consigliare da amici con esperienza dal negoziante e perchè no anche dai noi. Alcuni modelli hanno la possibilità di usare i ramponi, in questo caso la suola è chiaramente più rigida.

scarponi da alpinismo

Questi che per alcuni potrebbero sembrare come i precedenti sono invece molto diversi.

Rispetto ai precedenti sono anche più alti e molto più rigidi sia nella tomaia che nella suola e tutti i modelli ramponabili, oramai anche in questo caso esistono diverse tipologie di ramponi, da progressione o da arrampicata, ma per quanto riguarda lo scarpone l’importanza è la rigidità della suola.

Per farvi capire quanto sono rigidi questi scarponi considerate che se mi metto in punta la suola non si piega e non sono leggero.

Vi domanderete ma perchè? non sono scomodi? Sì per camminare non sono il massimo, se vi capita di camminare su terreni battuti con questi sicuramente vi stancherete di più.

Ma pensate a camminare per ore su rocce appuntite, oppure semplicemente camminare con i ramponi che devono penetrare nel ghiaccio, oppure pensate la suola rigida come una leva che vi può agevolare anche per arrampicare.

Anche solo un pochi cm di presa riescono a sostenere il peso del corpo, per questo la rigidità della suola e della tomaia sono caratteristiche importanti

Chiaramente sono moto caldi ed impermeabili.

Gli anfibi

Gli ultimi tre modelli sono diciamo fuori concorso ma volevo comunque parlarvi anche di loro.

Questi sono i classici anfibi, quindi la loro principale caratteristica dovrebbe essere quella di non farvi bagnare i piedi.

Ma sono molto alti e la parte superiore della tomaia è morbida e quindi fascia bene, non solo la caviglia che rimane ben protetta, ma anche parte della tibia, questo rende l’anfibio molto pratico per cambi di direzione o di inclinazione del piede ( essendo nati per uso militare servivano scarpe comode per potersi piegare ed inginocchiarsi ) sono adatti ad ogni tipo di terreno, ma direi che li considero adatti a persone allenate ed abituate a camminare in terreni sconnessi ecc

Si trovano spesso nei mercatini militari, ed a volte si trovano usati pochissimo.

Altra caratteristica importante a volte hanno delle suole molto performanti anche su terrenni molto scivolosi addirittura in alcuni casi, hanno grip anche su superfici lisce e bagnate con olio.

Le scarpe da MTB

Ho voluto mettere anche queste. Sono un modello ed una marca specializzata in calzature da usare con le mtb

Sono molto comode e con una tomaia morbida che fascia bene il piede, ma la loro caratteristica è la suola abbastanza rigida e si “incastra” bene con i pedali da MTB che hanno delle piccole “viti” per impedire che il piedi scivoli via dal pedale.

Chiaramente non sono per niente adatta a camminare, senza tacco e lisce, si scivola anche sull’erba.

Volevo metterle proprio per farvi capire che scarpe del tipo sneakers non sono scarpe da utilizzare per camminare in natura, non aiutano una corretta postura, non hanno protezione per i colpi sul tallone, non hanno grip.

Five Fingers

Concludo questa piccola panoramica con le Five Fingers.

Vi dico subito non sono scarpe semplici, ma usandole con regolarità possono aiutare nella postura ( da consigliare se non avete particolari patologie ) ma soprattutto sono molto divertenti e ti avvicinano molto al terreno.

E’ quasi camminare scalzi ma con il piede protetto, ti aiutano ad abituarti ad usare le dita dei piedi, insomma possono tranquillamente essere in uno zaino da usare dopo aver tenuto lo scarpone tutto il giorno, sono sicuramente un’ottima scelta per riattivare la circolazione del piede.

Dopo tutto questo, probabilmente avrete le idee più confuse di prima, il mio consiglio, chiedete a chi va a camminare spessso in ambienti naturali, chiedete al vostro negoziante di fiducia, ma valutate bene quanto le dovrete usare.

Questo articolo non voleva essere un “comprate questo” avrete capito che ci sono delle domande da porsi prima dell’acquisto, quindi non c’è la scarpa perfetta per ogni cosa.

Per quanto mi riguarda, io di solito guardo, la suola, ho provato altre tecnologie di suola, ma il vibram rimane il migliore sul mercato secondo me. Tomaia in cuoio o sintetica, dipende, io le scarpe le distruggo quindi preferisco la tomaia in cuoio di solito riesco a farci anche due stagioni, con quelle sintetiche no. Gore Tex si o no? Per quelle basse secondo me è abbastanza inutile, mentre per lo scarpone diventa quasi indispensabile.

Considerate che ogni marca, la sportiva, la scarpa, Aku, Meindl, Lowa, Montura ecc ogni marca calza diversamente, quindi quando le andrete ad acquistare provate marche diverse e tenetele al piede un pò camminateci per qualche minuti non vi affidate alle prime impressioni.

Gli scarponi se non vengono usati per molto tempo possono farvi brutti scherzi ( la vulcanizzazione non è eterna e quindi vi si può staccare la suola durante un’escursione ) quindi ogni tanto andate a cammianare ed usateli, e poi vi fa bene camminare.

Sicuramente per camminare e per godersi la natura, la scarpa è lo strumento dove non conviene risparmiare. Non spendere tanto ma scegliere la scarpa giusta per il tipo di terreno e per l’uso che ne farete.

Nel prossimo articolo lo zaino

Vasco

E’ una Guida Ambientale Escursionistica professionista, che vi può garantire sicurezza e qualità dei servizi

La Guida GLOCAL ha un valore aggiunto rispetto ad una altra GAE, perchè è inserita attivamente nel contesto ambientale e culturale dove principalmente opera.

Uomo e paesaggio complementari l’uno all’altro.

La Guida GLOCAL vi accompagna in natura senza trascurare chi vive quel contesto proprio perchè parte di quella comunità LOCALE.

La guida GLOCAL competenza e passione; le sue escursioni sono un’esperienza sensoriale, suoni, profumi, sapori, ma anche sudore e fatica che sono il concime del paesaggio.

La guida GLOCAL è una persona errante, un viaggiatore GLOBALE, che porta con se le radici del luogo dove è cresciuto e dove vive.

Una persona errante capace anche di condividere con voi le sue esperienze.

Un’escursione con una GUIDA GLOCAL è un esperienza dove amplifichiamo le nostre sensazioni aggiungendo un tassello alla consapevolezza del mondo che ci circonda.